Un risparmio fatale - di A. Mandelli

I rischi legati all’acquisto di farmaci online sono noti, ma finché a continuerà a diffondersi l’impressione che il farmaco sia un bene di consumo qualsiasi, che può essere “conveniente” o “di prima scelta”, che in alcune situazioni può rappresentare “un’occasione” e sul quale si può “fare un affare” , tragedie isolate come quella di Barletta sono destinate a moltiplicarsi.

 

27 MAR - La morte di una giovane è un fatto gravissimo, sempre. Ma provoca ancora più amarezza quando avviene a seguito di un incidente evitabile nel corso di un atto medico. Mi riferisco, è ovvio, la caso della donna di Barletta, uccisa dall’assunzione, a fini diagnostici, di sorbitolo adulterato (almeno stando a quanto si sa al momento di scrivere questo editoriale).  

L’amarezza viene dal fatto che questa sostanza era stata comprata on-line e nemmeno attraverso il sito ufficiale di un produttore o di un distributore, ma attraverso E-bay, il principale sito di aste on-line. Un mercatino, insomma, sia pure globale. Vero è che il sorbitolo non è il sildenafil, o la codeina, ma anche questi farmaci hanno un fiorente mercato virtuale come ben sappiamo, per esempio, dai sequestri delle autorità doganali.

Quali e quanti pericoli siano insiti nel commercio on-line dei farmaci privo di regole lo abbiamo denunciato da sempre. Del tema si è occupata con competenza e rigore anche l’indagine parlamentare promossa dal Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, l’Italia ha fatto e fa la sua parte in seno agli organismi europei. Leggi e regolamenti sono allo studio, e capi di governo come Nicolas Sarkozy non esitano a fare della contrarietà al Far-West del farmaco via Internet uno degli elementi della loro campagna elettorale. Il tema quindi è ben presente e sicuramente verranno strumenti adeguati a regolare il settore.

Però, come farmacista, sento l’obbligo di dire che questo non basterà se non si inverte la pericolosa tendenza culturale che vede nel farmaco, ma anche negli altri prodotti destinati alla salute, merci assolutamente equivalenti a tutte le altre e per le quali, coerentemente alle leggi, quel che vale soprattutto è il prezzo. Una cultura che ha esiti devastanti ma anche contraddittori: da una parte la corsa al risparmio a tutti i costi, e allora ben vengano l’asta on-line o la farmacia “americana”, dall’altra la sottovalutazione del generico soltanto perché concepito come low cost.

Se continuerà a diffondersi l’impressione che il farmaco sia un bene di consumo qualsiasi, che può essere “conveniente” o “di prima scelta” , che in alcune situazioni può rappresentare “un’occasione” e sul quale si può “fare un affare”, tragedie isolate come quella di Barletta sono destinate a moltiplicarsi.

Andrea Mandelli
Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani